Il tuo gatto si gratta più del solito? Noti scaglie di pelle o un mantello insolitamente unto? Potrebbe trattarsi di seborrea, un disturbo cutaneo comune nei felini, spesso più un segnale d’allarme che una malattia a sé stante. Immagina la pelle del tuo gatto come un delicato equilibrio: quando questo equilibrio si altera, possono manifestarsi due tipi di seborrea:
- Seborrea secca: la pelle produce troppe scaglie, simili a forfora, rendendo il mantello opaco e la cute irritata.
- Seborrea oleosa: un’eccessiva produzione di sebo rende il pelo unto e appiccicoso, talvolta accompagnato da un odore sgradevole.
Ma cosa scatena questo squilibrio? Nella maggior parte dei casi, la seborrea è la spia di altre condizioni sottostanti: allergie, infezioni parassitarie, squilibri ormonali o persino stress. Ecco perché è fondamentale non limitarsi a trattare i sintomi, ma indagare a fondo le cause.
Talvolta, la seborrea è una condizione ereditaria, presente fin dalla nascita. In questi casi, la pelle del gatto ha un difetto nella produzione di cheratina, la proteina che la protegge.
Non importa quale sia la causa, la buona notizia è che la seborrea può essere gestita efficacemente. Shampoo specifici, terapie topiche e, nei casi più gravi, farmaci sistemici possono aiutare a ripristinare la salute della pelle del tuo micio.
In questo articolo, esploreremo le cause, i sintomi e i trattamenti della seborrea nel gatto, per aiutarti a prenderti cura al meglio della sua pelle.
Cause della seborrea felina secondaria
Come già accennato, la maggior parte dei casi di seborrea nei nostri amici felini è di natura secondaria, ovvero la manifestazione esterna di un’altra condizione di salute sottostante. Distinguere tra seborrea primaria e secondaria è fondamentale per una gestione efficace. Questo richiede un approccio diagnostico rigoroso, volto a escludere sistematicamente altre patologie. Una diagnosi accurata è, quindi, il pilastro su cui costruire una terapia mirata e una prognosi affidabile.
La seborrea secondaria è significativamente più diffusa della sua controparte primaria. Le cause scatenanti sono numerose e variegate, poiché quasi tutte le patologie dermatologiche veterinarie possono manifestarsi con desquamazione e formazione di scaglie.
La desquamazione secondaria a un’altra malattia può essere divisa in due macrocategorie:
- Pruriginosa
- Non pruriginosa
Cause pruriginose
Le cause pruriginose della seborrea secondaria includono:
- Scabbia
- Allergia alle pulci
- Allergia alimentare
- Atopia
- Cheyletiellosi
- Piodermite
- Malassezia
Cause non pruriginose
Le cause non pruriginose della seborrea secondaria includono:
- Demodicosi
- Dermatofitosi
- Patologie endocrine (ipotiroidismo, sindrome di Cushing, squilibrio ormonale)
- Pemfigo foliaceo
- Micosi fungoide (in alcuni casi può essere molto pruriginosa)
- Somministrazione cronica di steroidi
- Cause alimentari (carenza di acidi grassi essenziali)
- Fattori ambientali (bassa umidità)
Cause della seborrea felina primaria
A differenza della seborrea secondaria, che come abbiamo visto è spesso la spia di altre patologie, la seborrea primaria è una condizione ereditaria, radicata nel DNA del nostro amico felino. Possiamo classificare la seborrea primaria (generalizzata) nelle seguenti categorie:
- Seborrea primaria idiopatica (di origine sconosciuta)
- Dermatosi reattiva alla vitamina A
- Displasia epidermica
- Adenite sebacea
- Distrofia follicolare
- Sindrome del comedone dello Schnauzer
- Ittiosi
Per quanto riguarda i disturbi localizzati della cheratinizzazione primaria, la diagnosi differenziale include:
- Dermatosi psoriasiforme lichenoide (una condizione che colpisce principalmente i padiglioni auricolari.)
- Dermatosi zinco-responsiva
- Ipercheratosi nasodigitale
- Dermatosi del margine auricolare canino
- Acne canina
Le patologie primarie della cheratinizzazione si manifestano tipicamente con un’eccessiva formazione di scaglie. Trattandosi di condizioni ereditarie, i sintomi sono generalmente evidenti fin dalla giovane età dell’animale, spesso entro i primi due anni di vita.

Diagnosi
Distinguere tra seborrea primaria e secondaria è un passo cruciale per affrontare efficacemente questa condizione cutanea. Questo processo richiede un’attenta analisi, che si basa sull’anamnesi dettagliata, sull’osservazione accurata della distribuzione delle lesioni e sull’esclusione di eventuali patologie concomitanti.
L’identificazione della causa sottostante è di fondamentale importanza per stabilire una terapia mirata. A tal fine, il percorso diagnostico dovrebbe includere i seguenti passaggi:
- Anamnesi approfondita: La raccolta di informazioni dettagliate sulla storia clinica del gatto è essenziale. Il veterinario porrà domande specifiche sull’età di insorgenza della malattia, sulla comparsa dei primi sintomi e sulla loro evoluzione. Ad esempio, chiederà se la desquamazione è stata il primo segno osservato o se era preceduta da altre lesioni cutanee. Inoltre, indagherà sulla presenza e sulla cronologia del prurito.
- Esame fisico completo: Un esame fisico accurato è fondamentale per valutare lo stato di salute generale del gatto e per identificare eventuali segni di patologie concomitanti. In particolare, è importante esaminare attentamente i padiglioni auricolari, poiché le patologie primarie della cheratinizzazione spesso coinvolgono anche le orecchie.
- Esami citologici: Il raschiamento cutaneo e l’esame citologico forniscono informazioni preziose sulla presenza di infezioni cutanee secondarie, che sono comuni nei casi di seborrea.
- Valutazione post-trattamento: Dopo la risoluzione delle infezioni cutanee secondarie, è importante rivalutare il gatto per verificare la persistenza della desquamazione e del prurito. Se la desquamazione scompare, la seborrea era probabilmente secondaria all’infezione. In questo caso, sarà necessario indagare ulteriormente per identificare la causa primaria dell’infezione. Se la desquamazione persiste, è necessario valutare se è secondaria al prurito o se è dovuta a una patologia primaria. In assenza di prurito, si dovranno considerare altre possibili cause, come demodicosi, patologie endocrine, malattie autoimmuni o anomalie della cheratinizzazione. In questi casi, una biopsia cutanea può essere indicata per escludere o confermare la presenza di specifiche patologie.
Trattamento
Il trattamento della seborrea nel gatto richiede un approccio integrato, che comprenda la gestione delle infezioni cutanee secondarie e la cura della patologia primaria della cheratinizzazione.
L’uso di glucocorticoidi dovrebbe essere evitato durante la fase diagnostica, poiché questi farmaci possono interferire con il controllo delle infezioni batteriche (piodermite) e con la valutazione del prurito.
Terapia topica
La terapia topica, sebbene raramente risolutiva da sola, rappresenta un prezioso complemento al trattamento della seborrea felina, accelerando la guarigione e migliorando il comfort del gatto. In generale, si raccomanda di prolungare la durata del bagno a 10-15 minuti, per favorire l’idratazione cutanea e l’assorbimento dei principi attivi.
- Shampoo specifici: l’utilizzo frequente di shampoo medicati, inizialmente, consente di controllare in modo efficace la dermatosi. Successivamente, la frequenza dei bagni può essere ridotta per il mantenimento della remissione. Tuttavia, la terapia topica non sostituisce la necessità di una diagnosi accurata e di un trattamento mirato della patologia sottostante.
- Umettanti ed emollienti: in caso di seborrea secca, l’applicazione di umettanti ed emollienti è fondamentale per ripristinare l’idratazione cutanea. Si consiglia un tempo di contatto di 10-15 minuti per una corretta idratazione dello strato corneo. L’applicazione di olio da bagno sulla cute umida aiuta a trattenere l’acqua e a prolungare l’idratazione.
- Gli umettanti, come urea, lattato di sodio, acido lattico e glicole propilenico, attirano l’acqua dagli strati profondi dell’epidermide.
- Gli emollienti, come gli oli, riducono la perdita di acqua transepidermica e ammorbidiscono la pelle.
- Shampoo antiseborroici: in caso di seborrea oleosa, sono indicati shampoo specifici ad azione sgrassante, contenenti agenti cheratolitici e cheratoplastici. Si raccomanda un utilizzo frequente (2-3 volte a settimana) per massimizzare l’efficacia.
- Gli ingredienti più comuni includono catrame, zolfo, acido salicilico, solfuro di selenio e benzoil perossido. È importante scegliere il prodotto più adatto in base alle caratteristiche della seborrea e alla sensibilità del gatto.
- Il benzoil perossido ad uso umano è troppo concentrato per l’uso felino, ed è da evitare.
Un pelo folto può ostacolare l’efficacia della terapia topica. Si consiglia di mantenere il pelo corto per favorire il contatto dello shampoo con la cute.
Terapia sistemica
In molti casi, la gestione della seborrea felina richiede un approccio terapeutico sistemico, soprattutto quando sono presenti infezioni cutanee secondarie o patologie primarie della cheratinizzazione.
Gestione delle infezioni cutanee secondarie
Le infezioni batteriche e fungine secondarie vengono generalmente trattate con antibiotici e antifungini per un periodo di 3-4 settimane.
Terapia sistemica per le patologie primarie della cheratinizzazione
Per le patologie primarie della cheratinizzazione, si ricorre spesso all’uso di retinoidi e derivati della vitamina A. Questi farmaci, come retinolo, isotretinoina ed etretinato, hanno dimostrato efficacia nel regolare la proliferazione e la differenziazione dei tessuti epiteliali.
- L’isotretinoina sembra particolarmente efficace nei casi in cui la patologia coinvolge i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee, come nella sindrome del comedone dello Schnauzer e nell’adenite sebacea.
- L’etretinato, invece, si è rivelato più utile nei disturbi epidermici iperproliferativi, come la seborrea idiopatica di Cocker Spaniel, English Springer Spaniel, Setter Irlandese.
La risposta alla terapia dovrebbe essere valutata entro i primi due mesi di trattamento. I retinoidi sintetici hanno un’emivita prolungata e tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo.
Precauzioni e possibili effetti collaterali
Sebbene la tossicità dei retinoidi negli animali sembri essere inferiore rispetto all’uomo, è importante monitorare attentamente i pazienti durante la terapia. Sono stati segnalati possibili effetti collaterali, tra cui cheratocongiuntivite secca (occhio secco), aumento dei trigliceridi, del colesterolo e degli enzimi epatici, prurito, vomito, diarrea e rigidità.
A causa del rischio di malformazioni fetali, i retinoidi sono assolutamente controindicati nelle femmine gravide.
Si raccomanda vivamente di seguire con attenzione le indicazioni del veterinario e di effettuare controlli regolari durante la terapia con retinoidi, al fine di garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento.
Fonti
- Tammy Hunter, DVM; Ernest Ward, DVM – VCA Hospitals – Seborrhea in Cats (https://vcahospitals.com/know-your-pet/seborrhea-in-cats)
- Dr. Rosanna Marsalla – PetPlace – Seborrhea (Dry Skin) in Cats (https://www.petplace.com/article/cats/pet-health/seborrhea-dry-skin-in-cats/)
- Chiara Noli, Med Vet, Dipl ECVD; David Morgan BSc, MA, VetMB, CertVR, MRCVS – International Congress of the Italian Association of Companion Animal Veterinarians – Seborrea secca: perché e come si manifesta? Tante cause ma per tutte l’importanza di un supporto nutrizionale adeguato (http://www.ivis.org/proceedings/scivac/2009/Noli4.pdf?LA=6)