I gatti che soffrono di ansia lo comunicano chiaramente, ma spesso i loro segnali vengono fraintesi. L’ansia è un problema comune nei felini e si manifesta attraverso sintomi come urinare fuori dalla lettiera, miagolio eccessivo, aggressività o tendenza a nascondersi.
Questi comportamenti possono essere fonte di stress sia per il gatto che per il proprietario e, se ignorati, possono portare a problemi di salute più seri, come disturbi cutanei o gastrointestinali.
Fortunatamente, oggi veterinari ed esperti comprendono meglio il legame tra stress, comportamento e salute del gatto. Questo articolo ti fornirà gli strumenti per riconoscere i segni di ansia nel tuo gatto, gestire i comportamenti problematici e aiutarlo a ritrovare il benessere.
Cos’è l’ansia felina?
In presenza di una minaccia percepita, il gatto attiva una complessa risposta fisiologica di stress, un meccanismo di adattamento innato che prepara l’organismo a reagire attraverso il combattimento o la fuga. Tuttavia, nei casi di disturbo d’ansia, questa reazione adattativa si protrae nel tempo, determinando uno stato di ipervigilanza che mantiene il gatto in costante apprensione per potenziali pericoli o situazioni avverse.
L’esposizione prolungata all’ansia può compromettere in modo significativo la salute fisica e il benessere psichico del gatto. Tale condizione di allerta continua può esercitare un impatto negativo su diversi sistemi organici, incrementando il rischio di sviluppare patologie sia fisiche che comportamentali.
Tipologie di ansia
Esistono due tipologie principali di ansia nel gatto: ansia situazionale e ansia generalizzata.
Ansia situazionale
L’ansia situazionale si manifesta esclusivamente in concomitanza con circostanze ambientali specifiche, quali ad esempio la solitudine domestica, i trasferimenti in macchina o le visite veterinarie.
La dottoressa Sara Ochoa, veterinaria specializzata in animali da compagnia e specie esotiche presso il Whitehouse Veterinary Hospital, evidenzia come l’ansia da separazione rappresenti la forma più diffusa di ansia situazionale nei felini.
La dottoressa Ochoa sottolinea come i gatti affetti da tale condizione sviluppino un attaccamento iperprotettivo nei confronti del proprietario, manifestando una costante ricerca di contatto fisico e una tendenza a seguirlo in ogni ambiente domestico.
Diversamente, durante i periodi di assenza del proprietario, l’animale può manifestare comportamenti indicativi di disagio, quali l’isolamento, la distruzione di arredi o una cura eccessiva del proprio mantello.
Ansia generalizzata
I gatti affetti da ansia generalizzata sperimentano uno stato costante di stress e manifestano comportamenti ansiosi indipendentemente dal contesto o dalla presenza di altre persone o animali.
Sintomi
La manifestazione dell’ansia nel gatto si traduce frequentemente in comportamenti atipici, quali defecazione o minzione al di fuori della cassetta igienica, episodi di vomito o un attaccamento eccessivo nei confronti del proprietario. I gatti che sperimentano ansia possono manifestare timidezza e tendenza a nascondersi, oppure, al contrario, assumere atteggiamenti aggressivi nei confronti di altri animali domestici o membri del nucleo familiare, inclusi coloro con cui hanno instaurato un legame affettivo più stretto.
La comparsa di comportamenti ossessivi, come un grooming eccessivo o l’inseguimento ripetitivo della propria coda (tail chasing), può altresì essere indicativa di uno stato ansioso.
Molte delle manifestazioni comportamentali correlate all’ansia sono anche associate a sintomi di dolore, patologie mediche sottostanti o altre condizioni di salute. Per questo motivo, è fondamentale sottoporre il gatto a una valutazione veterinaria per identificare con precisione la causa di tali comportamenti e stabilire un piano di trattamento individualizzato.
Altre manifestazioni indicative dell’ansia nel gatto comprendono:
- Eliminazione inappropriata
- Aumento della vocalizzazione
- Ricerca di luoghi appartati e tendenza a nascondersi
- Tremori
- Comportamenti distruttivi o aggressivi
- Ridotta attività fisica
- Manifestazioni di attaccamento eccessivo
- Tentativi di fuga
- Diarrea
- Vomito
- Vagare senza meta o movimenti ossessivi
- Lesioni cutanee o perdita del pelo dovute a comportamenti di grooming eccessivo
- Alterazioni dell’appetito
- Alterazioni dei modelli di sonno
Nei casi di ansia da separazione, i sintomi si manifestano in modo più evidente quando il gatto viene lasciato solo in casa. Quando il proprietario è presente, il gatto ansioso può mostrare comportamenti di attaccamento eccessivo o sembrare apparentemente normale.
La dottoressa Megan Teiber, professionista presso l’Indian Prairie Animal Hospital di Aurora, Illinois, ha assistito spesso proprietari preoccupati per i comportamenti inusuali manifestati dai loro gatti. Un aspetto che la dottoressa ha avuto modo di osservare è la tendenza a interpretare erroneamente questi sintomi comuni di ansia come una forma di ritorsione nei confronti del proprietario. Ad esempio, se il gatto urina sul letto, il proprietario potrebbe erroneamente attribuire questo comportamento a rabbia o a un atto di sfida.
La dottoressa Teiber sottolinea come sia improbabile che i gatti manifestino tali comportamenti per ritorsione o dispetto. È più verosimile che queste azioni siano correlate a uno stato di ansia sottostante. In altre parole, il gatto potrebbe urinare sul letto non come atto deliberato di vendetta, bensì come reazione a un disagio emotivo o a una situazione stressante, che può essere collegata a fattori quali ansia, cambiamenti nell’ambiente domestico o altri problemi di salute.
Cause
Analogamente alle molteplici cause dell’ansia nell’essere umano, anche nei gatti è possibile identificare numerosi fattori predisponenti. Tra quelli più comuni figurano:
- Separazione dal membro della famiglia con il quale il gatto ha sviluppato un forte legame.
- Introduzione di una nuova persona o animale nell’ambiente domestico.
- Trasloco in una nuova abitazione o riorganizzazione degli arredi.
- Modifiche delle consuete routine domestiche.
I gatti anziani sembrano manifestare una maggiore predisposizione all’ansia, presumibilmente a causa degli effetti dell’invecchiamento sul sistema cerebrale.
Per comprendere l’ansia nei gatti, è utile considerare le radici del comportamento felino, risalendo agli antenati dei gatti domestici. In natura, i loro predecessori mostravano un atteggiamento più indipendente e orientato alla protezione del proprio territorio piuttosto che a legami stretti con esseri umani o altri felini, una caratteristica opposta a quella dei cani. È quanto afferma il dottor John Bradshaw, esperto nel campo del comportamento animale e autore del rinomato bestseller “Cat Sense” del New York Times.
I gatti domestici moderni, quando vivono in casa, possono sviluppare problemi comportamentali se percepiscono una minaccia per la sicurezza del loro ambiente o del loro territorio. Questo adattamento dall’essere animali territoriali e indipendenti a vivere in un ambiente domestico può creare tensioni o ansie legate alla protezione della propria area e del proprio benessere.
I gatti, per natura, sono sensibili all’ambiente che li circonda. Eventi evidenti per gli esseri umani, come un trasloco o l’arrivo di un nuovo membro della famiglia, possono causare stress nei gatti. Talvolta, cambiamenti apparentemente insignificanti per noi, come spostare la cassetta igienica o modificare piccoli dettagli nell’ambiente domestico, possono costituire fonte di stress per il gatto, soprattutto nelle famiglie con più felini.
Altre cause di ansia nel gatto possono derivare da situazioni di stress e/o paura legate a precedenti abusi o traumi, dall’invecchiamento del cervello o da dolori e malattie sottostanti. La mancanza di socializzazione durante i primi mesi di vita è un altro aspetto importante, spesso riscontrato nei gatti che manifestano ansia in modo cronico. Quando i gattini non vengono esposti a nuove persone, altri animali domestici e agli elementi dell’ambiente circostante durante i primi due o tre mesi di vita, è più probabile che sviluppino paure e ansie da adulti.
Ecco una serie di fattori che possono contribuire a un persistente stato d’ansia nel gatto:
- Spazio confinato o restrizioni di movimento: la limitazione dello spazio in cui il gatto può muoversi o l’incapacità di esplorare aree più vaste possono generare ansia legata alla restrizione di movimento.
- Rumori specifici: determinati suoni possono costituire una fonte di stress per il gatto e contribuire all’insorgenza dell’ansia.
- Viaggi: gli spostamenti, come ad esempio durante i viaggi, possono rappresentare situazioni stressanti per i gatti.
- Visite veterinarie: le visite veterinarie possono generare ansia nel gatto a causa di elementi come l’ambiente estraneo e le procedure mediche associate.
- Problemi legati alla cassetta igienica: aspetti come la posizione della cassetta igienica, il numero di cassette igieniche disponibili e il tipo di lettiera utilizzato possono influenzare il benessere psicologico del gatto.
- Mancanza di socializzazione precoce: la mancata esposizione a nuove persone, luoghi e animali durante le prime fasi di vita può contribuire a un’ansia persistente.
- Cambiamenti cerebrali legati all’età e demenza: l’invecchiamento del cervello può comportare alterazioni neurologiche che influiscono sulla risposta allo stress e possono causare ansia.
- Eventi traumatici o lesioni: esperienze passate di trauma o lesioni possono avere un impatto duraturo sullo stato d’ansia del gatto.
- Dolore o malattia: la presenza di dolore cronico o malattie può contribuire significativamente all’ansia nei felini.

Diagnosi
Durante la visita, il veterinario eseguirà un esame fisico completo e raccoglierà informazioni dettagliate dal proprietario in merito al comportamento del gatto, rivolgendo particolare attenzione a eventuali cambiamenti recenti nella dieta o nell’ambiente domestico.
Non esiste un test diagnostico specifico per l’ansia felina. Tuttavia, il veterinario potrà prescrivere esami diagnostici come radiografie, esami del sangue o analisi delle urine, al fine di escludere possibili condizioni mediche sottostanti che potrebbero manifestarsi attraverso sintomi simili a quelli dell’ansia. Ad esempio, i disturbi della vescica o del tratto gastrointestinale potrebbero influire sulle normali abitudini relative all’utilizzo della cassetta igienica. Un leccamento eccessivo potrebbe indicare la presenza di allergie cutanee, mentre una malattia della tiroide potrebbe causare un aumento della vocalizzazione. Inoltre, la presenza di ansia potrebbe anche essere indicativa di una condizione di disagio fisico.
Qualora non emerga alcuna condizione medica, il veterinario potrà formulare raccomandazioni specifiche per la gestione dell’ansia nel gatto.
Trattamento
Esistono diverse strategie per gestire e trattare l’ansia felina, tra cui figurano l’addestramento comportamentale, l’uso di farmaci o integratori specifici e l’arricchimento dell’ambiente in cui vive il gatto. La scelta dell’approccio terapeutico più adeguato, o di una combinazione di essi, sarà determinata in stretta collaborazione con il veterinario curante.
Quando è possibile individuare la causa primaria dell’ansia felina, la strategia più efficace consiste nell’eliminare il fattore scatenante. Ad esempio, se l’ansia è causata da conflitti con un altro gatto in casa, la separazione temporanea dei due animali potrebbe rappresentare una soluzione temporanea fino a quando non sarà possibile comprendere appieno le dinamiche comportamentali che sottendono alla loro interazione.
Un professionista del comportamento animale o un addestratore qualificato potrebbero suggerire l’implementazione di tecniche di rinforzo positivo, quali il gioco, le ricompense alimentari o elogi verbali, al fine di mitigare i comportamenti ansiosi indesiderati e rafforzare quelli desiderati. La scelta delle strategie di addestramento dipenderà dalla natura specifica dell’ansia manifestata dall’animale.
In termini pratici, il processo terapeutico prevede solitamente l’esposizione graduale del gatto a una versione controllata del fattore scatenante, seguita da una ricompensa nel momento in cui il gatto mantiene la calma. Col passare del tempo, è possibile aumentare gradualmente la complessità o la durata dell’evento stressante, mantenendo costante l’associazione con le ricompense al fine di rafforzare il comportamento desiderato. L’obiettivo di questa strategia progressiva è di condizionare positivamente il gatto, collegando l’esperienza ansiogena a una risposta comportamentale rilassata, favorendo in questo modo un miglioramento del suo benessere psicologico.
Veterinari e comportamentisti sottolineano che punire il gatto per comportamenti problematici legati all’ansia è controproducente. Questo approccio negativo non solo confermerebbe all’animale la fondatezza delle sue preoccupazioni, ma potrebbe altresì esacerbare la situazione, rafforzando ulteriormente il comportamento indesiderato.
I veterinari possono consigliare l’utilizzo di farmaci su prescrizione o integratori da banco per indurre uno stato di rilassamento nel gatto. Questo stato di tranquillità può favorire una risposta positiva dell’animale a un piano di trattamento comportamentale, contribuendo così a una gestione efficace dell’ansia o dei comportamenti problematici.
Sia gli integratori che i farmaci possono causare effetti collaterali, come sonnolenza o diarrea, e potrebbero non essere efficaci in tutti i gatti. L’individuazione della soluzione terapeutica più adeguata potrebbe richiedere diversi tentativi. Sebbene una completa risoluzione dell’ansia sia rara, una sua gestione efficace è spesso un obiettivo raggiungibile. Trovare il piano di gestione ottimale per un gatto ansioso può richiedere tempo e impegno, ma è un obiettivo realizzabile. È essenziale mantenere un dialogo aperto con il veterinario curante per adattare il trattamento in funzione delle esigenze specifiche del gatto nel corso del tempo.
Integratori da banco
Feromone facciale felino sintetico
I feromoni facciali felini rappresentano una soluzione naturale concepita per alleviare lo stress e l’ansia nei gatti. Questi feromoni, analoghi ai segnali chimici che i felini producono naturalmente quando si strofinano contro oggetti o persone familiari, comunicano un senso di sicurezza e appartenenza al territorio.
Disponibili senza necessità di prescrizione veterinaria, i feromoni facciali felini sono reperibili in diverse formulazioni, tra cui collari, diffusori e spray. Il diffusore si rivela particolarmente efficace in ambienti di dimensioni contenute, mentre lo spray può essere nebulizzato su oggetti di tessuto, come asciugamani o coperte, da introdurre successivamente nel trasportino, al fine di infondere un senso di tranquillità e protezione durante i viaggi o le visite veterinarie.
L-teanina
La L-teanina è un integratore alimentare disponibile senza prescrizione veterinaria, che ha dimostrato la sua efficacia nel supportare cani e gatti nella gestione di situazioni di ansia da separazione e fattori di stress ambientale. Questo amminoacido, presente in alcune piante come il tè verde, è associato a molteplici benefici, tra cui il rilassamento muscolare, un miglioramento della qualità del sonno, la riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, nonché benefici cognitivi.
La L-teanina può essere somministrata ai gatti in diverse forme, tra cui compresse o come ingrediente in alimenti o snack specificamente formulati per le loro esigenze nutrizionali. La scelta della modalità di somministrazione più appropriata dipenderà dalle preferenze del gatto e dalle indicazioni del veterinario curante.
L-triptofano
L-triptofano è un integratore alimentare da banco che può contribuire a promuovere uno stato di calma in alcuni gatti. Questo amminoacido, precursore della serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore, è associato a potenziali benefici, tra cui la riduzione di comportamenti ripetitivi, vocalizzazioni eccessive, manifestazioni di attaccamento iperprotettivo e aggressività.
È disponibile in diverse formulazioni, tra cui compresse e come ingrediente in alimenti o snack specificamente formulati per gatti. La scelta della modalità di somministrazione più appropriata dipenderà dalle preferenze del gatto e dalle indicazioni del veterinario curante
Alfa-casozepina
L’alfa-casozepina è un integratore alimentare da banco impiegato per mitigare paura, ansia e aggressività in alcuni gatti. Questo peptide, correlato al latte, è disponibile senza necessità di prescrizione veterinaria e può essere somministrato sia sotto forma di compresse che come ingrediente in alimenti o snack appositamente formulati per gatti.
Conclusione
L’ansia felina può essere affrontata anche attraverso terapie complementari, quali il massaggio o l’agopuntura. Sebbene al momento non vi siano evidenze scientifiche definitive circa la loro efficacia nel trattamento di questo problema specifico, tali approcci sono generalmente considerati sicuri e possono potenzialmente apportare benefici al gatto.
Qualora si consideri l’impiego di integratori alimentari, è importante consultare il veterinario per ottenere informazioni precise in merito a marche e formulazioni affidabili.
Farmaci su prescrizione
Amitriptilina (Elavil)
L’amitriptilina è un farmaco appartenente alla classe degli antidepressivi triciclici (TCA) che viene impiegato per il trattamento di diverse condizioni, tra cui l’ansia generalizzata, l’ansia da separazione e i disturbi comportamentali, sia nei cani che nei gatti. La sua somministrazione deve avvenire sotto la stretta supervisione del veterinario e, generalmente, in concomitanza con un programma di modificazione comportamentale mirato.
Clomipramina (Clomicalm)
La clomipramina è un farmaco che rientra nella categoria degli antidepressivi triciclici (TCA). Il Clomicalm, una formulazione specifica a base di clomipramina, è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento dell’ansia da separazione nei cani. L’impiego di questo farmaco deve avvenire sotto la rigorosa supervisione del veterinario curante e, generalmente, in associazione a un programma di modificazione comportamentale individualizzato.
Fluoxetina (Prozac)
La fluoxetina, conosciuta con il nome commerciale Prozac in ambito umano, è un farmaco classificato come inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI). Il Reconcile, una specifica formulazione a base di fluoxetina, è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento dell’ansia da separazione nei cani. Nella pratica veterinaria, la fluoxetina rappresenta uno dei farmaci più frequentemente prescritti per la gestione di diverse problematiche comportamentali nei gatti, tra cui l’eliminazione inappropriata e l’ansia generalizzata. La somministrazione di tale farmaco deve avvenire sotto la stretta supervisione del veterinario curante e, in genere, in associazione a un programma di modificazione comportamentale personalizzato.
Gabapentin
Il gabapentin, un farmaco che trova impiego sia come anticonvulsivante che come analgesico neurologico, viene talvolta prescritto dai veterinari per alleviare alcune tipologie di dolore o ansia a breve termine nei gatti, come nel caso di viaggi o procedure mediche. È essenziale che la sua somministrazione avvenga sotto la stretta supervisione del veterinario.
Alprazolam (Xanax)
L’alprazolam, noto con il nome commerciale Xanax in ambito umano, è un farmaco appartenente alla classe delle benzodiazepine, sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale esercitando un effetto calmante. Sebbene sia stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) esclusivamente per l’uso umano, i veterinari talvolta ricorrono all’alprazolam, in regime di prescrizione, per il trattamento a breve termine di stati ansiosi o fobie nei cani e nei gatti. L’impiego di tale farmaco deve avvenire esclusivamente sotto la stretta supervisione del veterinario curante e, possibilmente, in associazione a un programma di modificazione comportamentale mirato.
In tutti i piani di trattamento, la pazienza riveste un ruolo cruciale. La risoluzione dei problemi comportamentali richiede tempo e dedizione. Tuttavia, affrontare la questione il prima possibile aumenta in modo significativo le probabilità di successo terapeutico..
È possibile prevenire l’ansia nel gatto?
La prevenzione dell’ansia felina può essere ottenuta attraverso una combinazione di approcci che mirano a soddisfare i bisogni fisici e comportamentali del gatto, tra cui:
- Ambiente confortevole: assicurati che l’ambiente domestico del gatto sia sicuro e confortevole. Mantieni le cassette igieniche pulite, offri cibo di qualità e assicurati che siano presenti posti sicuri dove il gatto può ritirarsi.
- Nascondigli sicuri: i gatti amano i nascondigli sicuri. Appronta posti rialzati, cucce coperte o scatole dove il gatto può sentirsi al sicuro quando ne ha bisogno.
- Routine stabile: la routine è fondamentale per i gatti. Cambiamenti eccessivi possono causare stress. Cerca di mantenere una routine regolare per quanto possibile, in particolare per quanto riguarda i pasti e il tempo di gioco.
- Socializzazione graduale: se il gatto è timido o ansioso intorno ad altre persone o animali, incoraggia una socializzazione graduale. Usa rinforzi positivi come cibo e attenzioni per creare associazioni positive.
- Gioco e attività fisica: stimola il gatto con giochi interattivi e attività fisica. Questo non solo aiuta a prevenire l’eccesso di energia, ma rafforza anche il legame tra il proprietario e l’animale.
- Feromoni sintetici: considera l’uso di feromoni sintetici, che possono creare un ambiente calmante. I diffusori o gli spray a base di feromoni facciali possono essere utili, specialmente in situazioni di stress come un trasloco o l’arrivo di un nuovo animale domestico.
- Visite veterinarie regolari: assicurati che il gatto sia in buona salute effettuando visite veterinarie regolari. Condizioni di salute fisica possono influire sul benessere emotivo del gatto.
- Alimentazione adeguata: garantire una dieta equilibrata è fondamentale per preservare la salute complessiva del gatto. Si raccomanda di consultare il veterinario per determinare la dieta più adatta, tenendo conto delle particolari esigenze nutrizionali dell’animale.
Ricorda che ogni gatto è unico e potrebbe essere necessario adattare queste linee guida alle esigenze specifiche dell’animale. Nel caso in cui l’ansia persista, è consigliabile consultare uno specialista in comportamento felino per una valutazione più dettagliata.
Disclaimer
Le informazioni fornite in questo articolo sono a scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del veterinario. Si consiglia di consultare sempre il proprio veterinario per qualsiasi problema di salute o comportamentale del gatto.
Fonti
- Dana Mortensen – All About Cat Anxiety – Great Pet Care
- Krista A. Sirois, DVM (Clinical Behavior Resident) – The Ultimate Guide to Cat Anxiety – PetMD
- Gary M. Landsberg, BSc, DVM, DACVB (Behaviour), MRCVS – Treating Canine and Feline Anxiety: Drug Therapy and Pheromones – VIN
- Joan Capuzzi – Medicine to ease feline mind – dvm360 February 2023, vol. 54, Issue 2, pages: 16
- Dr. Jo Myers – Anxiety Disorders in Cats – Vetster
- Dr. Liza Cahn – Anxiety in Cats – TheVets