Allergie stagionali nel gatto: sintomi, prevenzione e gestione

Le allergie stagionali nel gatto, note anche come dermatite atopica felina o atopia, possono manifestarsi a seguito di una predisposizione genetica che compromette l’integrità della barriera cutanea. Tale deficit facilita la penetrazione di allergeni ambientali, innescando una serie di sintomi fastidiosi quali prurito intenso, grattamento persistente e, in alcuni casi, l’insorgenza di infezioni cutanee e auricolari.

Sebbene le allergie stagionali possano risultare particolarmente frustranti sia per il gatto che per il proprietario, data l’assenza di una cura definitiva, è importante sottolineare che esistono strategie efficaci per gestire i sintomi e migliorare il benessere dell’animale.

A differenza di altre forme di allergia, le allergie ambientali presentano caratteristiche distintive:

  • Stagionalità: i sintomi tendono a manifestarsi con maggiore intensità durante la primavera e l’estate, in concomitanza con l’aumento dei pollini.
  • Prevedibilità: il monitoraggio dei livelli di polline può aiutare a prevedere l’insorgenza dei sintomi.
  • Ricorrenza: i sintomi si ripresentano annualmente.
  • Aggravamento: in assenza di un’adeguata gestione, i sintomi possono peggiorare nel tempo.

Le allergie stagionali nel gatto rappresentano una problematica comune, caratterizzata da una varietà di allergeni e da reazioni individuali che possono variare in modo significativo. Generalmente, le prime manifestazioni allergiche si osservano tra il primo e il terzo anno di età del gatto, con una maggiore incidenza durante i mesi primaverili ed estivi. Tuttavia, è importante sottolineare che tali allergie possono persistere durante tutto l’anno, con una tendenza all’aggravamento progressivo con l’avanzare dell’età dell’animale.

I tipi di allergeni più comuni includono:

  • Forfora animale: particelle microscopiche di pelle, peli o piume, potenzialmente scatenanti reazioni allergiche sia nei gatti che negli esseri umani sensibili.
  • Acari della polvere e acari di stoccaggio: gli acari di stoccaggio, una sottocategoria degli acari della polvere, prosperano in ambienti di stoccaggio quali magazzini e depositi di alimenti.
  • Saliva delle pulci: particolarmente problematica durante i mesi più caldi, la saliva delle pulci può indurre reazioni allergiche significative nei gatti sensibili.
  • Muffe e spore: la presenza di muffe e spore nell’ambiente può rappresentare un fattore scatenante per le allergie stagionali.
  • Pollini
    • Erbe: Gramigna comune (Orchard Grass), Gramigna delle Bermuda (Bermuda Grass), Gramigna Bahia (Bahia Grass).
    • Alberi: Pino, Quercia, Frassino, Palma.
    • Erbacce: Ambrosia, Nappola (Xanthium), Acetosa.

A differenza degli esseri umani, i gatti manifestano le allergie stagionali principalmente attraverso reazioni cutanee. Mentre le persone possono presentare rinorrea o edema oculare, nei felini il sintomo predominante è il prurito, che induce l’animale a grattarsi e leccarsi in modo eccessivo. Tale prurito è spesso accompagnato da una serie di segni clinici, tra cui:

  • Alopecia: perdita di pelo, frequentemente localizzata a livello del collo, della base delle orecchie, della base della coda o della regione inguinale, con una distribuzione simmetrica lungo il dorso.
  • Lesioni cutanee: presenza di croste, crosticine o eritema, indicativi di una risposta infiammatoria alla reazione allergica.
  • Otite esterna: infiammazione del condotto uditivo esterno, si manifesta con eritema, edema o essudato.
  • Placca eosinofilica: lesione cutanea eritemato-giallastra, ulcerata, pruriginosa e ispessita, comunemente localizzata nella regione inguinale o sulle cosce.
  • Ulcera indolente: lesione infiammatoria, solitamente discoide, che può manifestarsi a livello delle labbra o della cute.
  • Granuloma eosinofilico: lesione lineare, rilevata, di colore rosa-giallastro, che può svilupparsi a livello degli arti posteriori.

Un allergene è una sostanza esogena (proveniente dall’esterno) che induce una risposta immunitaria anomala nell’organismo del gatto, manifestandosi con una reazione allergica. Tale risposta può variare da sintomi lievi a manifestazioni gravi, talvolta potenzialmente letali per l’animale. Gli allergeni possono essere inalati, ingeriti o entrare in contatto diretto con la cute, quest’ultima via rappresentando la modalità di esposizione più frequente.

Nei gatti, la predisposizione alle allergie è spesso correlata a una compromissione genetica della funzione di barriera cutanea, che determina un aumento della permeabilità della pelle e, di conseguenza, una maggiore suscettibilità all’assorbimento di allergeni. Il sistema immunitario, innescato dall’esposizione all’allergene, produce una risposta infiammatoria eccessiva, responsabile dei sintomi clinici osservati.

allergie stagionali gatto

La manifestazione di prurito e grattamento nel gatto può essere indicativa di diverse patologie, non necessariamente di natura allergica. Pertanto, il veterinario procederà con un iter diagnostico volto a escludere altre cause sottostanti. È importante sottolineare che non esiste un test singolo e definitivo per la diagnosi di dermatite atopica felina. La diagnosi si basa su un processo di esclusione, che prevede l’eliminazione progressiva di altre potenziali cause di prurito, unitamente a una valutazione anamnestica e clinica del paziente.

Iter diagnostico

  • Esclusione di allergie alimentari: il veterinario può raccomandare una dieta ad eliminazione, somministrando al gatto un alimento specifico per un periodo determinato, al fine di escludere o confermare un’allergia alimentare.
  • Controllo delle infestazioni parassitarie: la gestione delle infestazioni da pulci è fondamentale, in quanto questi parassiti possono esacerbare i sintomi allergici. L’utilizzo di antiparassitari e l’igiene ambientale sono essenziali.
  • Test allergologici: i test allergologici possono identificare gli allergeni specifici a cui il gatto è sensibile, guidando la terapia e la gestione ambientale.
  • Esclusione di infezioni secondarie: il veterinario può eseguire esami auricolari o cutanei per rilevare la presenza di acari, funghi o batteri. In caso di lesioni gravi, possono essere necessarie colture o biopsie cutanee.

Le infezioni batteriche e fungine secondarie, frequenti nelle manifestazioni allergiche, possono esacerbare il prurito. Il trattamento di queste infezioni richiede l’impiego di farmaci antibiotici e antifungini. La terapia topica con shampoo o balsami medicati è spesso raccomandata per ridurre la necessità di antibiotici sistemici. I gatti allergici possono beneficiare di bagni frequenti per rimuovere allergeni dalla cute.

Il controllo delle infestazioni da pulci è cruciale, in quanto questi parassiti possono aggravare i sintomi allergici. L’impiego regolare di antiparassitari specifici, come ad esempio prodotti a base di fipronil o selamectina, la disinfestazione ambientale e il trattamento di tutti gli animali conviventi sono essenziali. Si raccomanda di consultare il veterinario per la scelta del prodotto antiparassitario più adatto al proprio gatto.

La terapia farmacologica del prurito può includere steroidi (prednisolone, metilprednisolone). Tuttavia, è fondamentale comprendere che la gestione della causa primaria dell’allergia è essenziale per prevenire le recidive. L’uso prolungato di steroidi può comportare effetti collaterali significativi.

Anche gli antistaminici, come la difenidramina o la clorfeniramina, sono spesso impiegati per alleviare il prurito nei gatti. Tuttavia, l’efficacia di questi farmaci può variare da un gatto all’altro. Si consiglia di utilizzare gli antistaminici come misura preventiva prima dell’inizio della stagione delle allergie, poiché possono contribuire a ridurre i sintomi allergici se assunti in anticipo.

Si raccomanda di non somministrare mai al gatto farmaci ad uso umano, inclusi gli antistaminici, senza aver prima consultato il veterinario.

Può essere consigliato anche l’uso di integratori di acidi grassi omega-3 e olio di pesce. Questi integratori sono spesso raccomandati per migliorare la salute della barriera cutanea, ridurre l’infiammazione e alleviare il prurito nei gatti. Per il trattamento a lungo termine delle allergie, sono disponibili anche altri farmaci immunomodulanti, come la ciclosporina (Atopica™), che possono risultare benefici per molti gatti.

Come per qualsiasi trattamento a lungo termine, è fondamentale effettuare regolarmente esami del sangue per monitorare il dosaggio e gli eventuali effetti collaterali. Si raccomanda di collaborare con il veterinario per determinare la necessità e la frequenza dei controlli futuri.

L’immunoterapia allergene-specifica (ASIT), comunemente nota come “vaccino antiallergico”, rappresenta il trattamento a lungo termine più efficace per le allergie stagionali nel gatto. Sebbene richieda tempo e risorse, l’ASIT induce una progressiva desensibilizzazione del sistema immunitario agli allergeni, migliorando in modo significativo la qualità di vita dell’animale.

Iter diagnostico e terapeutico

  • Identificazione degli allergeni: un dermatologo veterinario esegue test intradermici cutanei o sierologici per identificare gli allergeni specifici responsabili della reazione allergica.
  • Formulazione del vaccino: sulla base dei risultati dei test, viene formulato un vaccino personalizzato, contenente dosi crescenti degli allergeni identificati.
  • Somministrazione del vaccino: il vaccino viene somministrato gradualmente, con un protocollo di dosaggio crescente, per ridurre la sensibilità del gatto agli allergeni. Gli allergeni inclusi nel vaccino sono selezionati in base alla loro rilevanza clinica e alla loro presenza nell’ambiente del gatto.

Cosa fare a casa

Le allergie stagionali rappresentano una delle cause più frequenti di consultazione veterinaria. La gestione delle dermatopatie allergiche richiede un impegno finanziario e assistenziale significativo. È fondamentale che i proprietari siano consapevoli della natura cronica delle allergie, che possono persistere per tutta la vita del gatto, nonostante le terapie disponibili.

L’immunoterapia allergene-specifica (ASIT), attualmente considerata il trattamento di elezione, mostra un’efficacia del 60-80% circa. La valutazione dell’efficacia dell’ASIT richiede un periodo di 9-12 mesi. Tuttavia, nei gatti che rispondono positivamente, la prosecuzione dell’immunoterapia rappresenta un investimento significativo per la qualità di vita dell’animale.

Altre strategie di gestione includono:

  • Riduzione dell’esposizione agli allergeni: eliminare moquette, piante e erbacce dall’ambiente domestico.
  • Purificazione dell’aria: utilizzare filtri HEPA ad alta efficienza.
  • Controllo delle infestazioni parassitarie: implementare un programma di prevenzione e trattamento delle pulci.
  • Protezione fisica: utilizzare collari elisabettiani, indumenti protettivi o barriere fisiche per limitare il contatto con gli allergeni.
  • Igiene cutanea: effettuare bagni frequenti con shampoo e balsami specifici, senza risciacquo, per alleviare il prurito e l’infiammazione.
  • Prevenzione delle autolesioni: impedire al gatto di leccarsi e grattarsi per prevenire infezioni secondarie.
  • Monitoraggio ambientale: monitorare il conteggio pollinico per anticipare le riacutizzazioni allergiche.
  • Consultazione veterinaria: consultare il veterinario ai primi segni di prurito per una diagnosi e un piano terapeutico adeguati.

Fonti

Condividi